Appello della Cei: ‘Non dividersi sull’accoglienza’. Linea dura del governo

Politica

Il presidente della Cei, cardinale Gualtiero Bassetti, si rivolge ai cattolici evocando l'”Appello ai liberi e forti” che 100 anni fa costituì il Partito Popolare, e li spinge, superando “confusione e smarrimento, ripiegamento e chiusura”, a “lavorare insieme per l’unità del Paese”. E sul tema più divisivo, che oggi spacca anche la base dei credenti, proclama che su poveri e migranti “non ci è dato di dividerci”.
    “Governare il Paese significa servirlo e curarlo come se lo si dovesse riconsegnare in ogni momento”, dice Bassetti aprendo il Consiglio Cei. “Ai ‘liberi e forti’ di oggi dico: lavorate insieme per l’unità del Paese, fate rete, condividete esperienza e innovazione”, esorta nel suo appello, con una chiara postilla: “come Chiesa assicuro che faremo la nostra parte con pazienza e coraggio, senza cercare interessi di bottega, per meritarci fino in fondo la considerazione e la stima del nostro popolo”.
    Il richiamo al nuovo impegno dei cattolici, guardando a “questo tempo, attraversato da venti che disperdono”, si pone nell'”orizzonte su cui il 18 gennaio di cent’anni fa don Luigi Sturzo fondava il Partito Popolare Italiano, con l’attenzione a coniugare l’integralità del Cristianesimo con il rispetto della laicità della politica, anche per evitare – come diceva lo stesso Sturzo – che ‘la religione venga compromessa in agitazioni politiche e in ire di parte'”.
   

E proprio oggi il governo ha ribadito la sua linea di fermezza sull’accoglienza al commissario europeo alla Migrazione Dimitris Avramoupolus ricevendo da questi un inaspettato assist.  Dopo l’incontro con Conte e Salvini il commissario Ue su Twitter precisa di avere le stesse priorità del vicepremier. “Lavoriamo insieme per soluzioni europee per gestire meglio la migrazione. L’Europa è al fianco dell’Italia per affrontare assieme questa sfida”.

Sui migranti “se si continua a tergiversare senza una via condivisa rischiamo di fare cadere l’edificio europeo” afferma il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa a Palazzo Chigi parlando dell’incontro con il commissario Ue Avramopoulos. “Domani e dopodomani sarò in Ciad e Niger per continuare a svolgere qual lavoro che ho già svolto in passato, andando in Algeria, Tunisia, Eritrea, Etiopia, Libia. Perché riteniamo che il fenomeno della migrazione vada affrontato laddove i flussi originano”.”Con Avramopoulos non s’è parlato di blocco navale, ma abbiamo discusso degli strumenti per avere la difesa dei confini che è un tema molto importante per gestire i flussi. E’ un tema fondamentale, altrimenti si incentiva il pull factor”.

“Il problema dell’immigrazione – ha aggiunto – o si gestisce perseguendo un disegno politico articolato su più livelli o non si ottiene alcun risultato” ha detto il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, in una conferenza stampa a Palazzo Chigi. “Il problema dell’immigrazione – ha aggiunto Conte – o si gestisce perseguendo un disegno politico articolato su più livelli o non si ottiene alcun risultato”. “E’ chiaro che in un sistema del genere, in cui non si regolano i flussi e si gestiscono in un contesto europeo, questo sistema è inaccettabile: l’accoglienza indiscriminata diventa finta, è mancata integrazione. Il Paese non se lo può permettere più” ha detto il premier, Giuseppe Conte. “Se il problema è lasciare l’Italia da sola, o avere solo 4 o 5 Paesi disponibili, noi non lo possiamo accettare. Continuiamo con la linea di assoluto rigore”.

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